La Torre di Grado si trova al Capo Sottile subito ad ovest dello scoglio dell'Ischitella
Si può ormeggiare nella baietta appena ad ovest della torre ed iniziare l'immersione dalla punta sottostante.
E' una immersione in genere molto luminosa e particolarmente gradita ai subacquei che non amano ...le grotte. D'altro canto è domenica e, seppure l'estate volge al termine, ci siamo detti: “ogni lasciata è persa!”. Condizioni di mare calmo e senza eccessiva corrente. Splende il sole.
Ormeggiata la barca conviene pinneggiare di schiena sino alla punta sotto la torre e soltanto lì iniziare l'immersione. Il declivio da percorrere, difatti, è abbastanza lungo.
La parete rocciosa declina verso sud come un crinale a scaloni e raggiunge il fondale sabbioso intorno ai 43 mt. L'ambiente è molto luminoso e con acqua limpida l'imersione diviene particolarmente accattivante.
Appena imersi è frequente trovare nuvole di castagnole festanti...
... insieme ad occhiate e alicette ...
...le occhiate non sono neppure molto timorose ...
e si lasciano fotografare (purtroppo senza flash)
Anche le salpe non mancano.
ma sembrano meno inclini a farsi avvicinare troppo
Scendendo intorno ai 20 mt. si incominciano ad incontrare le gorgonie gialle (che qui, senza flash, sembrano verdi) ...
...nonché qualche pinna nobilis di rispettabili dimensioni
In queste prime foto i colori sono falsati a causa del difettoso funzionamento del flash che non è scattato. Qui si intravede quel che resta di un uovo di gattuccio ormai schiuso su una eunicella cavolinii
Le eunicelle sono di notevole grandezza
La limpidezza dell'acqua consente in genere belle foto anche in profondità di campo (il flash si sta riprendendo ...)
Facile è anche trovare ricci canuti di vario colore
Giunti più in profondità, verso il fondo sabbioso, ci si imbatte in una una gigantesca spugna (qui ancora fotografata senza flash)
e i subaqcuei sullo sfondo ne danno l'esatta dimensione.
Un'altra spugna dalla forma insolita.
Si incontra anche qualche spugna candelabro (purtroppo anche qui dai colori falsati)
Sulla sinistra del fondo sabbioso si estende una parete rocciosa ricchissima di spugne gialle (del titpo aplysina aerophoba) e di gorgonie rosse (paramunicea clavata)
Finalmente il flash ha smesso di fare i capricci ed il mondo è tornato a colori...
Sulle gorgonie è frequente (più che altrove) trovare grandi formazioni di “clavelina lepadiformis”
... eccone un'altra (questa roba trasparente è sempre difficile da mettere a fuoco)...
Le paramunicee sono di grandi dimensioni ed abbondanti
vale la pena di scendere anche solo per loro
sulla parete più a sud creano un vero e proprio bosco (non troppo ben fotografato ...)
Vi sono anche gorgonie bianche o “eunicella singolaris”
in questa foto si nota particolarmente la differenza strutturale e di colore tra questi due diversi tipi di gorgonia (eunicella singolaris ed eunicella cavolinii). L'una bianca e con rami singoli che si protendono verso l'alto, l'altra gialla e con struttura più reticolare.
In questo sito d'immersione le ramificazioni di gorgonie bianche sono notevoli, considerato che altrove è diventato infrequente trovarne.
Un veloce passaggio di saraghi fasciati sorprende felicemente l'obiettivo ...
La risalita può essere effettuata seguendo il crinale sull'ultima parete di gorgonie. Da questa parte il declivio è più dolce ed omogeneo, fungendo da piano inclinato ideale per una ascensione lenta e graduale.
Il crinale si presenta come una verde prateria
Qui incontriamo un gruppo di ”mennole“ dalla caratteristica macchia nera... ed il flash torna a fare i capricci ...
quando improvvisamente scappa via una cernia bruna che ci da giusto il tempo di uno scatto...senza flash.
Non è infrequente in questa immersione imbattersi in una cernia, ma è difficile fotografarle perchè, abituate ad incontrare “maleintenzionati”, se la svignano il più velocemente possibile. Qui residui di vecchie reti.
Qualche residuo di oggetti da pesca o di imbarcazioni ormai completamente colonizzato
Risalendo, ancora, ci si imbatte in alcuni lunghi canali, non molto profondi, che sembrano dei canyon (qui attraversato da un labride)
Si giunge, quindi, sull'ultimo crinale
negli ultimi 10 mt le pareti sono ricche di vita, di alghe variegate ...
e di ogni tipo di stella marina ... dall'ophidiater ophidanus rossa...
...e arancione ....
alla marrthasterias glacialis ....
all'echinaster sepositus (sulla destra in piccolo si intravede una “cratena peregrina” piccolo nudibranco bianco e viola che non avevo notato sott'acqua).
Falso corallo, rose di mare, re di triglia e “guarracini” a go go
i soliti scorfanetti
che più immobili non possono stare
e madrepore arancioni.
Claudio sembra avere avvistato ancora qualcosa ...
ed ecco che un fantastico banco di alicette comincia a danzare a ritmo di samba
un po' di qua ...
un po' di là
un po' più in giù
Saluti finali da parte di Laura ...
... di Caludio ...
di Ernesto ... con la barba
e di Arnaldo
e di Mr. Blennius che fa capolino ...
ma poi ci ripensa
il computer ha detto stop è l'ora di risalire... peccato.
e ritornaron a veder la torre ...
tutti a casa (magari questa barca fosse mia ...)
Jonathan Livistong ci saluta dalle rocce. Arrivederci alla prossima.