La Secca del Varo si estende nella zona antistante questa punta, appena ad ovest della Grotta dello Smeraldo. E' molto estesa e non si può percorrerla tutta in un'unica immersione. Il cappello della secca è a circa - 10 mt e forma una serie di guglie molto suggestive e piene di vita. La restante parte superiore è invece ricoperta da poseidonia oceanica. Ad ovest cade verso un fondale di ciottoli. Continuando a costeggiarla verso sud la parete si fa pù ripida e frastagliata e tocca sulla sabbia a - 26 mt. Ivi c'è l'ingresso di una grotta dell'ampiezza di 6-7 mt (profonda circa una decina di mt) a forma di tunnel. All'interno si possono ammirare apogon e gamberetti rossi. Di fuori della grotta, proseguendo il giro in senso antiorario della secca, c'è uno scoglio isolato che forma con la parete una sorta di penisola. Spesso qui si possono vedere saraghi in tana. Di tanto in tanto si incontra anche una cernia. La profondità qui è di circa -30 mt. Oltre lo scoglie una gigant
L'imersione inizia, in genere, gettando l'ancora sul cappello della seccca ed immergendosi al cavo dell'ancora in direzione ovest (cioè guardando verso Praiano).
L'imbarcazione nelle ore pomeridiane è in genenre preda della corrente da ponente. lasciando un lungo calumo non ci sono comunque probremi.
Andrea è la prima volta che si immerge in questo punto e nutre grandi aspettative ...
una sistematina alla maschera e siamo ormai pronti ad immergerci ...
OK si va!
Scesi sul fondo a -10 superiamo agevolmente il cappello e scendiamo su una prateria di poseidonie in direzione sud ovest.
ci imbattiamo subito in una corta paretina che presenta già eunicelle ...
... patate di mare ...
e rose di mare.
La parete quindi si allunga e si giunge a sud sul fondale sabbioso. Qui proprio dinanzi all'ingresso di una grotta fa buona guardia questa pinna nobilis di considerevoli proporzioni
E' viva e vegeta come si può vedere
E' meglio mantenersi un po' alti dal suolo per evitare di sollevare sabbia e sopensione
Nella parte alta dell'arcata sovrastante la grotta qualche formazione di spugne aplysina aerophoba.
la precedente avvertenza deve essere osservata ancor di più nella grotta perchè se si solleva fango addio visibilità. Non c'è alcun pericolo, però, perchè la grotta è un semplice tunnel e non si perde mai di vista l'uscita.
Sulle pareti, anche se in numero minore rispetto a qualche tempo fa, si possono ammirare a distanza ravvicinata gamberetti rossi e re di triglia ...
le uova azzurrine dei gamberi contrastano meravigliosamente con il rosso vivo delle livree
Per quanta attenzione si faccia è inevitabile che un po' di sospensione si sollevi. L'unica soluzione è quella di non pinneggiare affatto ma spingersi semplicemente con le mani lungo le pareti laterali della grotta.
Il nostro Andrea colto da entusiasmo ha pinneggiato un po' troppo e l'effetto nebulosa si vede. Sullo sfondo l'arco d'ingresso della grotta
Lo spettacolo merita senz'altro l'immersione, anche se anni addietro i gamberi danzavano a migliaia, mentre oggi sembrano diminuiti
A ben guardare comunque si nascondono in ogni anfratto
...e ballano ancora sulle punte ...
Appena fuori della grotta andiamo a verificare la tana della zia Carolina, una cernia bruna che per fortuna è riuscita a sfuggire agli assalti di pescatori di ogni genere. L'esperienza le ha insegnato a squagliarsela rapidamente. Difatti mi da appena il tempo di uno scatto mentre si è già girata e si sta per incuneare nella sua inaccessibile tana. Ne intravediamo a mala pena la coda tra la sopsensione fatta schizzare da lei stessa. Meglio così, mettiti in salvo Carolina e non farti prendere da nessuno...
per fortuna non tutti scappano e almeno Laura sa mettersi in posa - Monna Lisa Sub
Proseguendo verso lo scoglio esterno incontriamo una simpatica coppia di halocinthia papillosa
e magnifiche formazioni policrome sulle pareti
Lo scoglio, che forma una sorta penisola attaccata alla secca, esibisce bei ventagli di eunicella cavolinii
che consentono qualche foto un po' più artistica
embè che ci hai da guardà?
lo scoglio occulta piccoli abitanti e ...
... abitanti un po' più grandi
... che si nascondono nelle fenditure
Alle spalle dello scoglio in direzione est ci imbattiamo in questa spugna elefantiaca
avrà il diametro di circa un metro
il subacqueo sullo sfondo ci da l'idea delle sue dimensioni
A seguire ci imbattiamo in una bella formazione di anemonia sulcata dalle delicatissime sfumature di colore
una stella marina ci sta sempre bene
ed ecco una “balanophyllia europea” (non so cos'è ma suona bene)
Gradualmente risaliamo verso il cappello della secca per goderci un po' le sue guglie
ragazzi sta torcia se ne va sempre su ...
Tra gli scogli si possono fare incontri di tutto rispetto
che aggiungono sapore a questa bella immersione
shampoo ?
Andrea pare effettivamente colpito ...
ed in effetti di fronte alla bellezza c'è solo da ammirare
...e cercare di cogliere l'attimo ...
gli scogli sono piuttosti luminosi ed è piacevole girovagarci sopra prima di risalire l'ultima decina
...
un pò di falso corallo qua e là
qualche nudibranco che un cattivo fotografo non è riuscito a mettere a fuoco nè al primo...
né al secondo ...
né al terzo tentativo. Vergogna !
Per fortuna con le murene mi è andata meglio ...
Questa donzella non sembra avere proprio nessun timore. Fa che sia il suo dentista?
A che le serviranno quei due cornetti che le escono dal naso ?
Ma sarà poi il naso ?
Accanto al falso corallo si vede parte del corpo della murena
La testa sembrava già di tutto rispetto
ma il corpo, spesso e maculato, ci ha rivelato trattarsi di un bell'esemplare
....
Le castagnole (chromis chromis) sciamano abitualmente sul cappello della secca
d'improvviso la nostra amica murena helena decide di schizzar fuori della tana e farsi un giro
provo a seguirla ma non è facile fotografarla in movimento
Mi vede e decide che deve assolutamente intanarsi di nuovo
Ma una tana vicina non c'è. Per non farla arrabbiare la fotografo a distanza di sicurezza. Tuttavia è lunghetta e l'obiettivo non riesce ad inquadrarla tutta
cerca di nascondersi tra le alghe
poi viene fuori con aria poco rassicurante
meglio non farla innervosire ... audieu mon amì!
... la donzella dentista continua a ronzarmi intorno
gli scogli sono pieni di aperture
Un po' di colore ...
Tra le guglie ricci canuti in abbondanza
e non mancano spugne rosse davvero rosse
Laura in perfetto assetto, resta immobile completamente neutra
troviamo quindi un'altro spirografo un po' più piccolo del precedente
... che merita comunque un pò di attenzione
il solito serranus scriba
... incuriosito dalla nostra presenza
ed rieccoci all'ancora
un'ultimo sguardo in giro, un saluto alle donzelle ed ai ...
... ricci canuti ...
... che non pungono e sono bellissimi ...
tanto che Andrea vorrebbe portarselo quasi a casa... MA NON SI PUO'!!!
Saluti finali, prima di chiudere il sipario, da Laura e da ...
Arnaldo (l'unico che si può consentire il lusso di usare il poseidon come erogatore di riserva) ...
e da questo che non so chi è ...
è l'ora di risalire al cavo dell'ancora “lento pede” e con sosta di sicurezza. Alla prossima.