Con tre vedute tre di Perugia antica, di cui la centrale con Rocca Paolina a colori e le laterali con stampe di panorami perugini in bianco e nero. La panchina con particolari braccioli carichi di oscuri simboli massonici serve per sedersi mentre si aspetta qualcuno, e per appoggiare le borse della spesa, la posta, i pacchi e le ricevute da firmare.
Particolare del particolare del quadro che compare a destra sulla parete detta "Del Poverello" Toh! Mi somiglia un po', aureola e cuffietta a parte: sarò mica parente di Facchinetti DJ? @_@
Il simbolo che campeggia sulla mia cassetta della posta - all’interno si intravede la copia di una nota e succosa pubblicazione porno a cui sono abbonata - è stato intagliato con maestria da uno dei nipoti deficienti dei miei coinquilini, invasato dal calcio e così coglione e demente da sfogare il suo patriottismo pallonaro scassando anche la mia targhetta portanome oltre a incidere quello schifo in occasione di una lontana partita Italia-Norvegia, e tutto ciò perché mio fratello abita a Oslo.
Con composizione di Compositae finte. Le piante vere che abbiamo provato a lasciare in questa zona sono morte tutte sperando di essere ritratte da Morandi: invece di chiamare Giacobbo per un’indagine sulle energie negative ammazzapiante abbiamo volutamente sottolineato il doppio spirito degli umbri, al contempo santo e mangiapreti, ricorrendo a dei proletari carciofi comunisti con infiorescenze rosse e a dei girasoli sovietici di plastica politburo provenienti dal film “Il Dottor Zivago” di David Lynch e cantando "O Poverello, portami via, o bella ciao..." a due voci. La raffinata confezione di bottiglie sul fondo - per metà piene d’acqua santa e per metà di soluzione di antrace 1M al profumo di limone sempre per par condicio - vicino alla porta del sottoscala (in realtà laboratorio segreto per la messa a punto di armi batteriochimiche per tinte capillari da destinare a B.) è la mia, e l’ho portata su solo oggi perché avevo l’altra spesa e sessanta scalini da fare.
E topograficamente sballata dato che Assisi si trova al nostro sud-est. Da sinistra: veduta di Assisi (fidatevi) in colori acquerellati degni di un cadavere in cella frigorifera da quindici giorni, specchio inadatto ai più bassi di 170 cm - nel palazzo tutti tranne me - e particolare di affresco giottesco - indovinate quale - nella Basilica Superiore di Assisi, con primo piano (grazie al 28 mm sfocatissimo) della capoccina aureolata dello sposo di Madonna Povertà rivolta verso il portone di ingresso.