Rivoluzione americana: La Dichiarazione di Indipendenza è il documento che segna la nascita degli Usa. In essa, le 13 colonie britanniche sulla costa atlantica dell'America settentrionale dichiararono la propria indipendenza dalla madrepatria. Fu redatta da Thomas Jefferson, coadiuvato da una commissione composta da John Adams, Benjamin Franklin, Robert R. Livingston e Roger Sherman. Fu ratificata a Philadelphia il 4 luglio del 1776 dai trentatré delegati del Secondo Congresso continentale (chiamati padri fondatori o Founding Fathers). Nella Dichiarazione si accusava il re, non più i suoi collaboratori come in passato, Può essere suddivisa in tre parti: una dichiarazione di principi relativa ai diritti dell'uomo e alla legittimità della rivoluzione, un elenco di specifiche accuse circostanziate nei confronti di re Giorgio III d'Inghilterra ed una dichiarazione formale d'indipendenza. L'originale della dichiarazione è esposto nei National Archives di Washington.
Rivoluzione americana: i rappresentanti delle 13 colonie sottoscrivono la dichiarazione di indipendenza a Filadelfia, il 4 luglio del 1776
Rivoluzione americana: Il generale Washington attraversa il fiume Delaware. Questo dipinto, ispirato a un episodio della guerra di contro gli inglesi, è uno dei simboli dell'indipendenza americana.
Rivoluzione americana: Il Boston Tea Party fu un atto di protesta compiuto da parte degli abitanti di Boston contro il governo inglese, che aveva affidato il monopolio del commercio del tè alla Compagnia britannica delle Indie orientali. La notte del 16 dicembre 1773 alcuni radicali bostoniani travestiti da pellirosse Mohawk, guidati da Sam Adams e Paul Rever, salirono su tre navi appartenenti alla British East India Company ancorate nel porto, gettando in mare tutto il carico, ben 343 casse contenenti tè. Alcuni mesi dopo per contrastare queste proteste il Parlamento inglese approvò le famose "Leggi intollerabili" (denominate così dai coloni), una delle quali portava il nome di Boston Port Act: esse furono una delle cause scatenanti della guerra d'indipendenza americana.
Rivoluzione americana: Le tessitrici di Philadelphia consegnano la bandiera americana a George Washington
Rivoluzione americana: Giorgio III (Giorgio Guglielmo Federico) (4 giugno 1738 – 1820) un sovrano britannico. Fu re del regno Unito dal 1760 fino alla morte. Giorgio fu il terzo re della casa di Hannover, ma il primo ad essere nato in Inghilterra e ad usare l'inglese come lingua madre. Il suo regno si estese in un arco di tempo critico per la storia della Gran Bretagna: inizio rivoluzione industriale, guerra d'indipendenza degli Stati Uniti, guerre napoleoniche si verificarono tutte nel corso della sua vita. Negli ultimi anni diede segno di squilibri mentali. Sull'origine della sua follia sono state avanzate diverse ipotesi: avvelenamento da arsenico, malattia genetica.
Rivoluzione americana: George Washington (Bridges Creek, 22 febbraio 1732 – Mount Vernon, 14 dicembre 1799) è stato un politico e militare statunitense. Fu comandante dell'esercito statunitense nella guerra di indipendenza americana (1775–1783) ed è divenuto in seguito il primo presidente (1789 - 1797). È considerato uno dei grandi padri fondatori della nazione, ed il suo volto è ritratto sul Monte Rushmore, insieme a quello di Abramo Lincoln, Thomas Jefferson e Theodore Roosevelt.
Rivoluzione americana: Thomas Jefferson (Contea di Albemarle, 13 aprile 1743 – Charlottesville, 4 luglio 1826), intellettuale di cultura illuminista, architetto, è stato un politico statunitense. È stato il terzo presidente degli Stati Uniti d'America. È considerato uno dei padri fondatori della nazione ed il suo volto è ritratto anche sul Monte Rushmore. Fu il principale autore della Dichiarazione d'indipendenza del 4 luglio 1776.