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"divertentissimo questo momento!! :)"
Maria Chiara Costa
"Per i cattolici il 4 novembre è il giorno di San Carlo Borromeo.
Per i patrioti è la loro Festa un po’ funesta della Vittoria, poi pudicamente  ribattezzata Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, tutto scrupolosamente maiuscolo. È  una data sfigatissima che casca fra ricorrenze dei defunti e maschere di Halloween e non a caso è sempre stata celebrata fra ossari, cimiteri di guerra, lapidi, monumenti, gagliardetti neri, vedove, orfani e mutilati.
La cosa è partita dalla fine “ufficiale” della Prima Guerra Mondiale, un terrificante macello  che ai popoli della penisola è costato 650mila morti e quasi un milione e mezzo di invalidi. Un macello doppiamente vergognoso perché del tutto inutile: gli austriaci erano disposti a cedere Trento e a fare di Trieste una città autonoma purché il Regno d’Italia se ne stesse fuori dal conflitto. Una guerra cattiva fatta da generali imbelli, incapaci e sadici che facevano morire decine di migliaia di ragazzi per i loro capricci tattici, per i loro impuntamenti isterici. Una guerra sporca che ha coinvolto quasi due milioni di uomini mandati a combattere imbottiti di alcol e sospinti dalle baionette dei Reali Carabinieri. Una guerra dolorosa di fucilati, decimati, esecuzioni sommarie e prigionieri fatti morire di inedia. Una schifezza che ha portato allo Stato italiano l’annessione vigliacca del Sud Tirolo, l’occupazione di terre slovene e croate, la “liberazione” di un numero di “irredenti” uguale a quello dei morti sacrificati per “liberarli”. Si è “liberata” gente che non ne voleva sapere, che se ne stava benissimo dove era. La guerra ha prostrato l’economia,  ha aperto le porte a una dittatura e gettato le basi per un’altra guerra anche più dolorosa. Tutto per permettere a una dinastia di farabutti di poter onorare una cambiale sottoscritta con Francia e Gran Bretagna poco più di 50 anni prima, quando i due Stati stranieri hanno consegnato ai Savoia un grande Regno peninsulare da opprimere, sfruttare e derubare.
Si è inventata la terribile menzogna che quella guerra disastrosa avrebbe avuto il merito di unire gli italiani nelle trincee col ferro e col sangue: una vigliaccata che viene ancora oggi evocata con la ridedicazione della Giornata all’Unità, fatta su cataste di morti, sul dolore di milioni di persone, unite davvero solo nella disperazione e nei cimiteri. Una unità costruita sul sangue, sul tradimento, sul disprezzo per la libertà e la vita dei cittadini, usati come povere pedine di un gioco sporco e vergognoso. Ne è uscita una unità coerente con il materiale con cui è stata plasmata: l’ingiustizia, la prevaricazione, la violenza di una minoranza di parassiti su milioni di donne e di uomini che vorrebbero solo vivere in pace, del proprio lavoro, secondo le proprie tradizioni e rapporti con il territorio, e sulla base del semplice e fondamentale esercizio della propria volontà di comunità."
michele pontarollo
"In scena al PalaBassano di Bassano del Grappa, “Rigoletto”, melodramma in tre atti di Giuseppe Verdi L’allestimento, coprodotto con il Teatro La Fenice di Venezia, si avvale della regia di Daniele Abbado. Un cast formato da Dario Schmunck nel ruolo del duca di Mantova, Dimitri Platanias in quello di Rigoletto, Gladys Rossi in quello di Gilda. Ricorre quest’anno il 200° anniversario della nascita di Verdi, “Rigoletto” andò in scena in prima assoluta al Teatro La Fenice l’11 marzo 1851"
Comune di Valstagna
"La leggenda"
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"il campione sorride"
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