Il mio Cammino ha inizio il 12 Agosto sulla ciclabile di Corbiglia (Villarbasse), dopo aver salutato la mamma disperata per questa mia impresa solitartia.
Rivoli, corso Francia, e poi Via Garibaldi (Torino)
Palazzo Madama (Torino)
Palazzo Madama.
Verso via Po
Il Monte Dei Cappuccini
Il Ponte sulla Gran Madre
Vista Po
Po e Gran Madre
Seguo una pista ciclabile lungo l'argine destro del Po verso San Mauro, all'improvviso mi trovo nella condizione di tornare indietro a causa di un'interruzione
Procedo in direzione di Gassino, sempre lungo il Po
Lascio il Po e seguo un Canale, verso Gassino.
La Chiesa di Gassino.
Verso Chivasso, sulla statale 590.
Piccola deviazione per passare il centro di Chivasso, sono ancora sprovvisto di credenziale e non ho documentato con i timbri questa tappa.
Lungo la via principale di Chivasso.
Una meridiana a Saluggia, riparto dopo una sosta pranzo in un paese completamente deserto, e dopo essere stato già divorato dalle prime zanzare.
Ancora instancabile purista dei "fuoristrada" cerco la via tra i boschi e i campi.
All'improvviso la strada finisce e mi trovo a dover indietreggiare per qualche centinaia di metri.
Dopo aver trovato una nuova strada si rivela finire pure questa in mezzo ai campi senza possibilità di uscita se non con l'elicottero.
Finalmente ritrovo la strada che dovrebbe seguire il Canale Cavour!
Prime risaie.
Ancora risaie.
La strada bianca diventa asfalto e il caldo diventa insopportabile.
Un edicola, verso Lamporo.
La Chiesa di Lamporo, vicino c'è un bar dove mando giù la prima delle innumerevoli medie bionde "salva vita" e la signora mi riempie la borraccia di acqua minerale fredda senza farmi pagare.
Di nuovo alla ricerca di strade bianche in mezzo alle risaie, ma questa volta con la paura di sbagliare...
Ma questa volta la strada è giusta e mi porta a Castell'Apertole.
Qualche indicazione della via Francigena, (sempre quando non servono), e via su una provinciale (SP1) di una lunghezza infinita (20km) e completamente piatta (unico strappo il superamento dell'autostrada).
Finalmente a Vercelli!!
Qualche dettaglio di Vercelli(piazza Cavour)
L'abazzia di Sant'Andrea
Facciata
Il Chiostro.
Vercelli, Duomo di Sant'Eusebio
La mia prima notte a Robbio (stanza che il comune mette a disposizione)
Ripartenza con voglia di sterrato!!
Indicazione (molto mignon)!
Quando trovi le indicazioni ti confondono le idee!!
Scelta sbagliata!! La mia bici ha dovuto conoscere la strada ferrata, 900 interminabili metri!
Chiesa del 1200 a Madonna Del Campo.
Interno della Chiesa.
Chiesa della Madonna Del Campo.
Abazzia di Sant'Albino, vicino a Mortara.
San Biagio
Lungo l'argine del Ticino, piacevole passegiata con annessa fermata in un favoloso ristorante a Canarazzo (con cucina pugliese).
Sosta sulla spiaggia del Ticino.La temperatura è molto calda e non si trova un posticino per fare il pisolo!
Finalmente Pavia!!!
Dettaglio di Pavia.
Duomo di Pavia con i resti della torre civica crollata nell'89
Altro dettaglio.
Entrando nella Chiesa ancora sprovvisto di credenziale il parroco gentilmente mi offre una dedica su carta intestata e timbro della Parrocchia, in seguito mi offre da bere al bar.
Pavia.
Lungo la strada, devo recarmi a Casalpusterlengo per essere ospitato da una amica pellegrina, ma faccio un pò di confusione con le strade, anche questa volta è una media bionda a salvarmi la vita.
Riparto dal paese dell'ospitalera pellegrina, ma questa volta con una ricchezza in più, la credenziale che mi è stata portata direttamente da un volontario, che tra l'altro era appena tornato dal servizio in Spagna! Ah!, dimenticavo, ho anche una notte quasi insonne e un centinaio di punture di zanzare in più!
Giungo a Piacenza dopo una pericolosa "Via Emilia" non più abituato al traffico ma solo ai boschi!
Primo timbro sulla Credenziale, messa in una chiesa uscendo dal paese (è il 15 di Agosto).
Esco da Piacenza e riprendo la schifosissima e caldissima via Emilia...
Sulla guida leggo che c'è una deviazione per sterrati, la prendo stufo della via Emilia, ma mi accorgo subito che il caldo è ancora più opprimente, inoltre non ho fatto rifornimento d'acqua ed è il 15 di agosto...trovo all'imbocco della strada una festa, vorrei fermarmi, ne aprofitto per farmi riempire la borraccia, devo attraversare un guado, appena superato mi accorgo di aver bucato... non c'è nessuno nell'arco di chilometri, riesco a riparare la gomma e mi rimetto in cammino, trovo finalmente delle case, chiedo informazioni...devo giungere a Fiorenzuola D'Arda.
Fidenza!!! Mi accorgo che a Fiorenzuola non ho fatto foto, e quante ne salterò, ero morto, non sono riuscito a trovare un bar aperto, niente cibo e niente birra, mi sono messo su una panchina a cercare di riposare... Ma a Fidenza mi rifaccio, l'unico bar aperto apre alle 18 e sono le 18e05...!La birra e un gelato mi sono stati offerti da Giovanni, il primo pellegrino in bici che ho trovato! Decido di fermarmi data la mia condizione, ma mi dicono che a Fidenza non ci sono ostelli, posso trovarli invece a Costamezzana....
Mi metto l'animo in pace e riparto, la birra è stata smaltita ancora prima che il mio sedere toccasse il sellino della bici! Però è il 15 di Agosto e il mio cellulare squilla per gli innumerevoli messaggi di buon ferragosto... mi sento rincuorato, prima di giungere a Costamezzana raggiungo nuovamente il pellegrino che mi aveva preceduto con la stessa meta!
Questa è già un'altra storia! E' il mattino del 16 Agosto, ma ciò che non si vede nelle foto è quello che è successo nella serata, giunto sfinito a Costamezzana incontro anche Filippo, ormai lavato e rifocillato dalla birra, lui mi indica l'ostello per dormire, è il socio di Giovanni, ma sembra così riposato per aver fatto la stessa strada di Giovanni che quasi non ci credo...la serata procede con la festa del paese, coda per andare a prendere il cibo della festa popolare, e ....BIRRA, BIRRA, BIRRA...
Non crediate che la birra abbia lasciato qualche effetto nel sangue, dopo giornate così essa evapora appena viene a contatto con la gola!! All'alba ci tocca subito la salita!
Si intuiva che prima di sera ci avrebbe aspettato il temuto "Passo della Cisa", giunti a Medesano, in provincia di Parma, il timbro ci viene fatto dal vigile Ispettore Capo Andrea di Calisto, con tanto di firma, memore pure lui di un pellegrinaggio a Roma in pulmann, quando il Papa incontrò i vigili, nell'occasione ci predisse che saremmo arrivati tutti insieme alla meta romana!
Ma la Cisa ancora deve attendere, con le gambe già spezzate all'inizio di giornata, ci tocca salire per sterrati per non allungare di chilometri la strada, ma la gente del posto ci conforta, di lì passano tranquillamente anche i mezzi agricoli...(credo si trattasse di cingolati)
Ma il panorama è stupendo e l'aria decisamente pulita!
Anche Filippo deve cedere...giunti al passo, località Terenzo, il vento ci sbatte letteralmente perterra, per fortuna due motociclisti offroad ci indicano la strada (un bar appena più in là) mettendoci anche in guardia sulla gente di Cassio (salutano tutti, anche gli sconosciuti), ma noi a Cassio non incontriamo anima viva...
Il panico della Cisa si avvicina, prepariamo le gambe...
Ma quello che più frena nella salita non è la salita, ma il vento!!!
Salendo incontro un Ostello da favola, la tentazione è quella di fermarsi!!
E invece, finalmente... giunti a quello che si crede la fine di tutti i nostri sforzi più grandi...con non poca fatica. All'arrivo però di Giovanni scopriamo che si attendeva qualcosa di molto più imponente, tipo un Cebrerio fatto 4o5 volte!!!!
Pontremoli, castello medioevale.
Pontremoli, vista.
Il riposo dei guerrieri a Pontremoli.
I momenti più belli! Alla sera si giunge ad Aulla!!! In un meraviglioso Agriturismo dove la proprietaria ci vizia con una colazione ricca anche di frutti di vigna appena raccolti.
Il Castello di Aulla! Eccoci ripartiti, avremmo voluto bere alla fontana di Aulla, il parrocco ci racconta di un detto: "chi beve alla fontana nella piazza principale del paese si sposa una bella ragazza del posto", abbiamo anche incontrato un signore che aveva realizzato "a metà" questo detto, infatti la donna che ha sposato era del paese vicino! Per ironia dela sorte comunque la fontana era in manutenzione e ci è toccato riempire la borraccia dalla gomma da giardino dell'impiegato comunale!
Bibola! Salendo ciò che scorgiamo!
Appena giunti al Vecchietto, ridente località situata sopra Aulla, la salita si fa impervia, ma nulla ci può far immaginare ciò che di li a poco avremmo dovuto sopportare....
Un edicola sul sentiero, prima che questo diventi....
Riuscire a vedere dei bivi in un percorso obbligato in mezzo ai rovi e alle piante non è da tutti, eppure il pellegrino sempre attento alla meta pur di non sbagliare e perdere tempo (e spreco di energie) chiede aiuto e consulenza a chi lo precede...
Una vaga idea dello sforzo da compiere per raggiungere la meta.
Giunti finalmente alle "Quattro vie" Un buon bicchiere di bianco ci aspetta dopo la fatica...
Eccoci finalmente a Sarzana!!!
Pietrasanta. Prima di arrivare a Lucca, c'è da affrontare ancora una salita, il Montemagno, poi finalmente giù fino a Lucca, c'è chi si diverte a farlo anche con il buio!!!
Ed ecco finalmente... Lucca.
Lucca.Le nostre visite nelle città importanti come Lucca spesso si riducevano in tappe per dormire, infatti l'arrivo era la sera tardi e la partenza al mattino non si poteva attendere la calura di mezzogiorno!
Lucca, piazza del mercato.
Lucca, il Duomo.
Sempre Lucca.
Altro dettaglio di Lucca.
Facciata (Lucca)
Dopo un'abbondante nuova pedalata eccoci giunti in questa piazza di San Miniato, un borgo che prende il nome dalla chiesa costruita nel 783, l'altitudine sul livello del mare è molto sostenuta.
Altra immagine della suggestiva piazza.Questa volta però Giovanni non è con noi!!! Ha preferito fermarsi ad Altopascio, il paese che io e Filippo abbiamo snobbato, ma in seguito ci farà vedere il megatimbro di Altopascio rapresentante San Jacopo, essendo uno passaggio obbligato della Francigena.
Lo spettacolo che si gode dalla piazza della chiesa di San Miniato.
La chiesa (Filippo rincorre il prete per strappare il timbro).
Ovviamente non siamo mai contenti di essere saliti già molto, ci inoltriamo fino alla base della torre per una foto, tanto ci costa solo un pò di salita!!
Ancora una foto.... e via!!!!
Vista dall'alto!!!
La pianura sottostante San Miniato.
Paesaggio verso Gambassi Terme!
Attraverso le meravigliose colline del Chianti, ma durissime per la salita, si passa da un'altitudine di neanche 100 m slv a oltre 500 m slv nel giro di pochi Km per poi ridiscendere.
Un viale che porta a una azienda agricola!