Magliette "di circostanza".
Alcuni diffidenti hanno voluto impacchettare tutto.
Mumbai ci ha accolto con la sua calda umidità e un minibus scassato.
Poi ho capito che era solo l'obiettivo appannato, ma rende bene la nostra sensazione.
Traffico con gli onnipresenti taxi...
... per lo più molto scassati.
La nostra meta.
Una delle tre camerate dei 130 orfani.
Disciplina ferrea (preghiera del mattino).
Al mattino lavoro manuale: ridipingiamo un'aula.
Al pomeriggio lezione di informatica.
I più piccoli usavano il computer per la prima volta...
... la meraviglia era evidente.
Dalle 4 alle 5 giochi (monsone permettendo).
Giovedì e domenica sono dedicati ai servizi: barbiere...
(anche Giuseppe ne ha approfittato)
... manicure per i più piccoli...
... pedicure incluso.
Le case erano fatiscenti (alcune più di altre!)
Pubblicità di colori su una facciata "colorata" dalla muffa.
Edificio metà abitato e metà in costruzione.
Vacca sacra (meriterà un post sul blog). A sinistra tempietto.
Negozio di sari, coloratissimi.
Scene di strada (prese di nascosto).
Notare le dita dipinte della ragazza.
Donne in burka (in un quartiere ricco).
Victoria station (resa famosa dal film "The Millionaire").
Calorosa ospitalità dei treni indiani.
Bandra Station.
Messa domenicale nella chiesa di S. Peter a Bandra.
Slum con fogna a cielo aperto.
Mumbai vanta lo slum più grande di tutta l'Asia.
Vista della Mumbai ricca (che abbiamo snobbato).
Santuario di Mount Mary.
Interno del santuario.
Alcune fasi del lavoro.
Alla fine l'aula era un po' più vivace.
Un tocco di colore anche alle inferriate.
Cena di addio: i miei compagni di tavolo...
... gli altri...
Un po' di facce, per ricordare.