AISAC Onlus e i ragazzi della scuola secondaria di I grado Trevisani Scaetta presentano
“COME UNA ZEBRA TRA I BANCHI DI SCUOLA” viaggio nella diversita': immagini e parole
una domanda e tante risposte.. E' l'inizio del percorso che i ragazzi hanno fatto, con le parole e con le immagini, attraverso la diverita', facendoci scoprire che puo' essere osservata da tanti punti di vista diversi, che si possono sollevare strati e raggiungere profondita' differenti oppure soffermarsi sui riflessi della superficie e magari scoprire realta' nuove e nascoste.. che non si immaginava potessero esserci
Il colore della pelle salta agli occhi siano essi curiosi o meno, si nota anche senza occhiali..ci distingue dagli altri, ci rende diversi. Ma ci contraddistingue, ci rende riconoscibili, ci da appartenenza, un segno esteriore, fisico.
Tutto ha un “fuori” e un “dentro”, il fuori arriva subito .. si lascia guardare senza fatica.
Ognuno di noi ha un corpo, piccolo o grande..il nostro corpo siamo noi..prima di avere un nome, un carattere, una lingua, un paese, una religione.
le proprie origini, la storia personale e la cultura familiare sono di per sé sempre diverse. Cos’è la lontananza? Quando si crea vera vicinanza tra le persone?
comprensione, amicizia… possiamo trovare cose in comune al di là delle parole
non importa chi o che cosa, l’importante è crederci: è l’avere una fede che può unire/
Sollevando qualche strato si può incontrare la paura; paura della realtà che non si conosce, di chi non si ri-conosce, ma anche paura della solitudine, del sentirsi estranei ed esclusi , di non avere amici, di non capire gli altri.
Da soli facciamo più fatica, senza il sostegno che può darci il gruppo.
incomprensione: non essere capiti, apprezzati per le diverse caratteristiche che ognuno porta con sè.
la rabbia dell’impossibilità di esprimere se stessi si traduce a volte in rancore verso gli altri, portando con sè chiusura ed autoesclusione (la doppia medaglia del pregiudizio)
Tutto ha un “fuori” e un “dentro”, il dentro a volte è nascosto non è facile da trovare, non sempre si vede.
Capita di guardare distratti .. la realtà, la tv, un giornale, chi ci passa vicino.. di dimenticarsi, di essere indifferenti. Capita invece di vedere con occhi curiosi tutto quello che ci circonda, di accorgerci delle sfumature, di intuire anche quello che non si vede, di voler capire.
è la nostra personalità a dire veramente chi siamo e che ci rende unici
abbiamo scelto la zebra come simbolo della nostra mostra, prendendo spunto dalla risposta data da una ragazza nel video realizzato all’interno del progetto. La zebra è un animale della stessa famiglia del cavallo, ma diverso, con le sue striature (mai uguali, un po’ come le nostre impronte digitali) si mimetizza. Le zebre hanno una spiccata organizzazione e comunicazione sociale tesa al mantenimento dell’unione del branco. Anche i ragazzi, specialmente nell’età della preadolescenza, hanno bisogno di sentirsi parte di un gruppo unito, forte, in cui le diversità di ciascuno si confondono o fanno fatica ad essere da essi stessi ri-conosciute.
La mostra dei lavori dei ragazzi è esposta al 3 piano della scuola
abbiamo ri/percorso oltre alle parole anche le idee dei dei ragazzi
Siamo esteriormente diversi
Se siamo diversi si sta bene insieme
FINE!