Nel luglio 2006 ho partecipato ad un corso durante il quale ho costruito la canoa dei miei sogni: un Prospector 16" in legno e tela
Ho dovuto affrontare un lungo viaggio, poiché in Italia non sono disponibili né il modello di canoa, né costruttori in grado di realizzarla in legno e tela.
Il corso si è svolto nel Mecklemburg-Vorpommern www.all-in-all.com/english/index.htm: una regione lievemente ondulata, con campi coltivati...
...molti animali...
...e tantissimi bei laghi.
Sulla riva di questo lago ho piantato la mia tenda
I lavori si sono svolti a Rothen nella cascina di un'associazione culturale, ed era disseminata di insolite opere d'arte (la freccia né evidenzia alcune) www.gutshoserothen.de
André, il mio istruttore, è un ragazzo simpatico ed originale: è vegetariano, ama camminare a piedi scalzi, e non porta l'orologio www.holzstoff.com
Michael, è uno psicologo, si occupa di riabilitazione di ragazzi minorenni socialmente disadattati, orgnizza spedizioni con gli sledog, ed era di ritorno da una lunga spedizione in canoa.
Per tutta la durata del corso, è vissuto in un teepee norvegese senza pavimento, con 2 bambini, fuori campeggio, senza bagni né acqua corrente.
Martin è geologo, ma un tempo faceva il falegname, ed ama ancora dedicarsi a queste attività quando è in vacanza
Per la costruzione, il legno consigliato è il cedro, non molto costoso, leggero, e flessibile, ma difficile da reperire in Europa nelle lunghezze necessarie (5 m)
Gli aghi del cedro (come quelli dei pini) spuntano a ciuffetti.
André ha preferito l'abete rosso (o picea) perché è un legno autoctono. Ha i rami principali dritti, e quelli secondari penduli. Il nome deriva dal colore delle scaglie della corteccia del tronco
Gli aghi dell'abete spuntano a spirale lungo le parti terminali dei rametti
Per le costole, i gunwales (i bordi superiori), traverse, e seggiolini è stato utilizzato il frassino. Un legno con delle belle venature, compatto, e flessibile
Il frassino è facilmente riconoscibile per le caratteristiche foglie composte e per le sue infiorescenze
Per la costruzione non servono attrezzi particolari, ma nè segnalo alcuni che mi sono sembrati interessanti: Le seghe giapponesi hanno un'efficienza ed una precisione inimmaginabili. Funzionano "a tirare" (anziché "a spingere" come i comuni segacci). Hanno delle lame molto sottili. I denti hanno una diversa frequenza a seconda della distanza dal manico per ridurre i saltellamenti e gli inceppamenti. Il modello in questa foto ha su un lato la lama per tagliare le fibre del legno per il lungo, sull'altro quella per tagliare le fibre per traverso
I denti per i tagli lungo le fibre hanno una forma classica, ma sono più piccoli e ravvicinati vicino al manico, e più grandi e rarefatti nella parte distale
La lama per tagliare trasversalmente le fibre del legno, ha denti sagomati in modo simile alla punta delle spade giapponesi, e la bisellatura di ogni dente è alternata sul lato della lama opposto a quello del dente precedente
Coltellini con manico in osso e fodero in cuoio, costruiti artigianalmente con le tecniche degli abitanti dei paesi scandinavi. Sono utilizzati per farci di tutto (dai panini, al taglio delle assi del fasciame, dalla realizzazione di incastri in legno, all'affilatura delle punte delle matite)
Questi semplici cavachiodi sono reperibili anche in Italia e consentono di afferrare anche quelli completamente conficcati nel legno
Il clinching iron è una sorta di incudine in grado di adattarsi alla curvatura di qualunque superficie interna della canoa. Si utilizza per ribattere le punte dei chiodi sulla superficie interna delle costole. Il martello tondo permette di affondare le teste dei chiodi nel legno del fasciame
Lo spoke shaver è una specie di pialla (la lama ed il suo fissaggio sono esattamente ugualia a quelli di una pialla) da trascinare con 2 mani da utilizzare su piccole superfici curve.
Per la costruzione si utilizza uno stampo riproduce la forma della superficie interna della canoa. Dispone di una serie di bande metalliche che indicano la posizione delle costole.
La stem è il listello di legno posizionato longitudinalmente all'interno delle punte. Viene realizzato in frassino con una sezione di 2 x 2 cm, viene incurvato con un apposito stampo (visualizzato nella foto), dopo essere stato scaldato a vapore per alcuni minuti.
Dopo il raffreddmento la stem conserva la sua curvatura. Vengono quindi preparati degli incassi per la costole.
La stem viene posizionata in un'apposito scanso dello stampo
Sullo sfondo si vede la preparazione degli inwale, cioè la parte interna del bordo superiore della canoa. Sono realizzati con un listello di abete di 5 metri di lunghezza, e di sezione quadrata di 2 x 2 cm
Gli inwale vengono tagliati della lunghezza appropriata, nella parte terminale vengono assottigliati, prima di essese fissati al bordo inferiore dello stampo.
Si prosegue con la preparazione delle costole in frassino
Nella mia canoa ce ne sono 38, hanno una sezione a bordi arrotondati sul lato interno, uno spessore di 7 mm, ed una larghezza di circa 6 cm
Le costole sulle punte sembrano inclinate indietro
Per correggere questo antiestetico effetto ottico (e per ridurre il peso della canoa risparmiando il materiale nei punti in cui non è necessario) le costole sono assottigliate (in larghezza) sul margine posteriore per gli ultimi 27 cm, ed assumono una forma asimmetrica con un lato anteriore dritto, ed uno posteriore inclinato in avanti (di circa 12 gradi)
Le costole vengono incurvate scaldndole in una cassa di legno coibentata...
..e mantenuta satura di vapore acqueo, da una pentola d'acqua in ebollizione posta ad una estremità.
I tempi di cottura variano a seconda del legno utilizzato (5 min per le costole in frassino, 11 per quelle in abete)...
...e vengono annotati assieme alla posizione delle costole su una apposita tabella
Così la resina che lega le fibre del legno si scioglie, ed ogni elemento diventa flessibile, può essere sagomato con la forma dello stampo...
...e (dopo aver eseguito un sottile forellino per evitere di crepare il legno) si possono fissare all'inwale...
...con appositi chiodi in bronzo a sezione circolare ad anelli (in modo che non si possano sfilare).
Al termine del posizionamento delle costole, si utilizza un travetto, ricoperto di carta vetrata a grana grossa, per eliminare eventuali sporgenze anomale.
Si passavano molte ore al lavoro, ma non erano pesanti, ed ogni tanto c'era tempo per uno spuntino od un caffè in compgnia
Viene marcato con precisone il centro della canoa prima di iniziare a posizionare il fasciame in abete.
Si utilizzano assicelle di 7,5 cm di larghezza e 4 mm di spessore. Le prime assicelle ricoprono l'intera lunghezza dello scafo. Vengono incurvate sulle estremità utilizzando uno straccio imbevuto di acqua bollente...
...ed un ferro da stiro a vapore.
Il fasciame viene fissato ad ogni costola con 3 chiodi in ottone a sezione tringolare e forma asimmetrica
Le assicelle centrali corrono per tutta la lunghezza della canoa. Mentre per ricoprire le punte bastano poche assicelle, nella parte centrale ne servono molte di più. Sui fianchi le assicelle devono perciò essere sagomate con una forma affusolata.
Questo semplice strumento rileva con un dente la posizione del bordo dell'ultima assicella fissata, e consente di disegnare questa posizione sulla successiva da fissare.
Marcatura della parte di fasciame sovrapposta e da eliminare
Marcatura della forma affusolata del fasciame sui fianchi
La zona tratteggiata è sovrapposta e va eliminata
Si individua la costola su cui 4 assicelle confluiscono a raggiungere la larghezza di 2
Da quel punto in avanti si prosegue con 2 sole assicelle fino alle punte
aspetto di una fiancata completata
La canoa, costruita con materiali con forme geometriche e spigolose, in breve comincia ad assumere l'affascinante aspetto di uno scafo con un'armoniosa combinazione di superfici variamente incurvate
E può essere finalmente separata dal suo stampo
Ma prima di diventare una canoa finita bisogna fare ancora molto lavoro
Vengono preparati i ponti di prua e di poppa, da un asse di frassino di 2 cm di spessore. Vengono alleggeriti scavando nella parte centrale inferiore, e sagomato l'incasso che alloggerà la parte superiore della stem.
Si taglia (con una sega giapponese) la parte superiore della stem, ad un livello corrispondente a metà dello spessore dell'inwale, in meno rispetto al livello a cui verrà fissato l'inwale stesso.
Il ponte ed il suo posizionamento rispetto alla stem e gli inwales
Si regola la distanza tra i bordi della canoa con delle cinghie da portapacchi. Una cordicella fissata al centro della scafo e sulle estremità della canoa, consente di controllare visivamente che lo scafo non presenti una torsione lungo l'asse longitudinale, prima di fissare gli inwale ed il fasciame sulle punte.
Fissaggio temporaneo del ponte con morsetti. Da notare il cuneo che evita lo scivolamento in avanti del morsetto. Il fissaggio definitivo viene eseguito con lunghe viti in ottone (una è visibile nella foto).
Fissaggio dell'invale al ponte con viti in ottone. Il fasciame viene fissato alla stem con chiodini in acciaio. Si vede infine una delle 4 mezze costole che vanno posizionate su ogni lato per rinforzare le punte.
Le mezze costole vengono scaldate in acqua bollente prima di essere incurvate e sagomate.
Il loro margine inferiore viene smussato nel punto di contatto con la stem
Vengono sagomate le traverse centrali (thwart & carrying yoke) da legno di frassino
Le migliaia di chiodi che fissano lo scafo vengono ribattuti, utilizzando un martello arrotondato sul lato esterno (per infossare le teste), ed il clinching iron (che fa ripiegare le punte)
Al termine della ribattitura, il fasciame sul lato esterno appare vistosamente ammaccato. Ma bagnandolo abbondantemente con acqua bollente il legno si gonfia e ritorna in piano, mentre le teste dei chiodi rimangono affondate.
Con una levigatrice a nastro si eliminano tutte le eventuali minime irregolarità della superficie (soprattutta nelle giunzioni tra il fasciame).
A questo punto la canoa comincia ad avere un aspetto finito.
Ma prima del rivestimento impermeabilizzante, come gli artisti, gli autori datano e firmano la loro opera d'arte.
Il legno viene protetto con olio di semi di lino.
La tela di cotone che rivestirà esternamente la canoa viene piegata a metà longitudinalmente, e fissata alle due estremità con2 travetti uniti con morsetti.
La tela tesa, e pronta per accogliere la canoa
La canoa inserita nella tela
Viene premuta in basso dal soffitto con dei puntelli
Si usano delle apposite pinze per mettere in tensione il tessuto, che viene fissato sul margine superiore del fasciame con la spara-punti
Sulle punte la tela viene tagliata, e fissata alla stem con la sparapunti. I punti di fissaggio della tela del lato destro vengono inseriti sul lato sinistro della stem, e quelli che fissano la tela del lato sinistro della canoa vengono inseriti sul lato destro della stem, sovrapponendo i lembi di tessuto che provengono dai lati opposti.
Si utilizza una fiamma per bruciare la "peluria" del tessuto.
La tela viene impermeabilizzata con un composto molto denso, ottenuto mischiando polvere di silice, olio di semi di lino, e pittura per pavimenti. L'applicazione si esegue con un pennello con setole tagliate molto corte. E' molto faticoso riuscire a far penetrare il composto nella trama del tessuto e si finisce presto con i muscoli delle braccia, ed i pettorali affaticati.
Dopo aver rifilato con un taglierino il tessuto in eccesso a livelli del margine superiore del fasciame, si applica l'outwale in frassino (è necssario un legno duro, che resista ai colpi e le abrasioni della pagaia, e che sia in grado di sopportare le sollecitazioni del portapacchi). Si usa un listello di 2x2 cm, con uno scanso che alloggia il margine superiore del fasciame e della tela.
Il fissaggio provvisorio viene eseguito con morsetti, partendo dal centro della canoa.
Con l'applicazione dell'outstem in ottone, e dei seggiolini in frassino, la canoa è praticamente finita.
Il gradevole contrasto tra il legno più chiaro del fasciame in abete, e quello più scuro del frassino delle costole e delle traverse.
La canoa viene "incartata", ed è pronta per il viaggio verso casa.
Appena a casa sono stati applicati altri 2 strati di filler, a diluizioni decrescenti. E' stato necessario aspettare 6 settimane perché il filler del tessuto si solidificasse, prima di carteggiare lo scafo
Sono state infine applicate 6 mani di vernice sintetica marina, carteggindo la superficie tra una e l'altra.
Una delle cose più odiose durante ripetuti lavori di verniciatura è la pulizia dei pennelli. Basta sospenderli in un po' di gasolio per mantenerli fcilmente morbidi ed elastici come da nuovi.
Prima di riutilizzare il pennello, è sufficiente asciugarlo con uno straccio od un foglio di giornale e pulirlo con poca acquaragia
Alla fine di settembre la canoa era finalmente pronta per il primo collaudo
Pesa 37 Kg, appena 400 grammi più della mia vecchia Old Town Discovery 158 in Royalex
Ha un'ottima capacità di carico
Ma ora, ancora più che un tempo, non vado in canoa per la sola ricerca della massima prestazione. Lo faccio per il picere di trascorere del tempo all'aria aperta, di riscoprire il contatto con la natura, per il piacere di svolgere una gradevole attività fisica, e di esercitare le mie abilità. Ed una canoa efficiente, gradevole nell'aspetto, costruita da se, con materiali naturali, e personalizzata in base alle proprie aspirazioni, accrese grandemente questo piacere.