Nella piazza dinanzi al Municipio di Ugento la gente comincia ad accendere le fiaccole.
Il corteo inizia a prendere forma.
Lo striscione alla testa della fiaccolata: "Verità e giustizia per Peppino".
Alcuni amici di Peppino in corteo: Pierfelice Zazzera, coordinatore regionale dell'IdV.
Alcunia mici di Peppino: si intravedono gli amici ugentini, il Sen. Giuseppe Caforio e l'assessore della provincia di Bari, Sebastiano De Feudis.
Le fiaccole sono pronte e la disposizione prende forma tra pochi minuti si parte.
Le telecamenre delle numerose tv presenti immortalano la partenza. Accompagneranno il corteo sino a Via Nizza.
Spuntano la copie de "Il Tacco d'Italia" un periodico locale che su Peppino Basile e sul suo omicidio ha realizzato uno speciale.
Sono presenti alcuni sindaci dei comuni viciniori. Non è rappresentata l'Amministrazione di Ugento.
La testa del corteo. Tra gli amici ugentini di Peppino anche l'amico di una vita in politica, Carlo Madaro.
Il corteo parte. Scorre sotto gli occhi della gente rimasta ai lati della piazza ad osservare.
Tra i manifestanti, un delegato del presidente Pellegrino della Provincia di Lecce (con la fascia azzurra). In primo Piano don Stefano Rocca.
Partecipa alla fiaccolata anche il fratello del deputato kenyano Mugabe Were Melitus assassinato nello scorso mese di gennaio nel suo paese.
Lungo la via percorsa dalla fiaccolata, in segno di lutto, lenzuola bianche e una bandiera italiana lista di nero.
Ai muri della città i manifesti per il trigesimo della morte di Peppino. Quelli della famiglia, quelli degli amici del bar, dell'Italia dei Valori
e delle altre forze politiche che hanno sentito la necessità di ricordare Basile.
Il corteo sfila e la gente si ferma sul ciglio della strada. Guarda sfilare la fiaccolata, molti anziani che hanno conosciuto Basile hanno gli occhi lucidi.
L'ingresso della casa di Via Nizza dove Basile fu ucciso.
I fiori appassiti. La brecciolina bianca che copre il punto in cui fu trovato il corpo senza vita in una pozza si sangue.
Il portone rimasto aperto da quella notte di un mese fa, quando Peppino ne uscì per essere freddato a pochi passi.
Il nastro delle forze dell'ordine. I fiori, la breccia che copre il sangue uscito dalle 19 coltellate.
Il corteo arriva in Via Nizza, davanti all'abitazione di Basile, dove verrà proiettato un cortometraggio commemorativo.
Don Stefano prende la parola. "Delle parole siamo responsabili verso gli uomini, dei silenzi verso Dio".